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Sunday, May 8, 2011

Campionato Serie A 1989 1990 Napoli Lazio

29 aprile 1990
Napoli, stadio San Paolo
34e Giornata
Arbitro: Sguizzato.

Spettatori: 23.153
Decisive Scudetto Game

 29 aprile 1990: un sogno tricolore ritorna sullo stadio di Fuorigrotta e su tutta Napoli e la regione, tre anni dopo il primo trionfo. Venti anni dopo cosa resta di quel trionfo? I bambini di allora raccontano quel trionfo ai bambini di oggi, le cassette dei trionfi sono diventate i dvd dei ricordi. Il capitano di quell’armata invincibile oggi come allora si sta preparando ad un Mondiale da vincere, stavolta nei panni di ct. A guidare il Napoli c’è sempre un Bigon: da mister Albertino a Riccardo, ds di questo Napoli. Solo le bandiere sono uguali: quelle col 2 sul tricolore. È già perché da allora il Napoli non ha più vinto nulla (se si esclude la SuperCoppa quattro mesi dopo).

Eppure quella stagione non era iniziata, all’epoca era una notizia con gli azzurri favoriti: Maradona non voleva saperne di tornare (Ferlaino stava per prendere Futre…), Careca ed Alemao era impegnati in Coppa America. Così Bigon il 27 agosto parte ad Ascoli con un Napoli tutto italiano: l’esperimento funziona (1-0 Crippa) ed ha successo anche con l’Udinese. Pari a Cesena di mercoledì sera, vittoria nell’arena (infuocata come sempre) di Verona, firmata dal rientrare Careca. Maradona rientra la settimana dopo con la Fiorentina, ma la sua stella è offuscata da Roby Baggio, che porta avanti la Viola 2-0. Diego entra al 46’, sbaglia un rigore, ma il Napoli rimonta da 0-2 a 3-2.
Il Napoli è primo ed al San Paolo è un rullo compressore: tramortite le due milanesi (3-0 al Milan e 2-0 all’Inter), nel mezzo l’1-1 contro una Roma gladiatoria al “Flaminio”. È il Napoli dal gran carattere: stesso pari (compreso il rigore di Maradona) anche al Genoa, vittoria nel recupero col Lecce. Poi ancora due 1-1, con rammarici: quello con la Samp (unica squadra quell’anno a non essere battuta al San Paolo) e con la Juve all’ex Comunale. Bigon mantiene i suoi in perfetta media inglese ed a Natale, dopo il 2-0 col Bologna è primo con un buon margine sull’Inter.
Durante le feste arriva la prima sconfitta: dopo 17 giornate il Napoli si ferma il 30 dicembre, rimediando un pesante 3-0 dalla Lazio. Alla Befana ricomincia battendo 1-0 il modesto Ascoli ed ad Udine rischia grosso: è sotto di due reti al 90’, ma nel recupero Maradona e Corradini fanno il 2-2. Da lì in poi il Napoli fa filotto: Cesena, Verona, Fiorentina e Cremonese cadono sotto i colpi dell’undici di Bigon prima del big-match col Milan.
Il Napoli ci arriva con due punti di vantaggio, ma la squadra di Sacchi culmina una grande rimonta col 3-0 (Massaro, Van Basten, Maldini) nello scontro diretto che sancisce l’aggancio. Gli azzurri si riprendono con la Roma (3-1 con un gol da fantascienza di Careca), ma ancora a Milano, luogo del delitto, perdono lo scettro il giorno di Carnevale. Dopo il vantaggio di Careca, i nerazzurri rifilano tre reti ai partenopei, privi di Maradona.
Inizia un altro campionato, col Napoli, ora impegnato a rincorrere il Milan: ed iniziano anche i veleni e le polemiche. Gli azzurri rosicchiano un punto a Lecce (i rossoneri vanno ko con la Juve), poi perdono con la Samp, ma si riscattano nel perentorio 3-1 alla Juve, griffato da una doppietta sublime di un Diego di nuovo in forma mondiale.

A quattro giornate dalla fine il Napoli va a Bergamo: campo ostico, anche troppo. Dalle gradinate piovono in campo oggetti, tra i quali una 100 lire che colpisce al capo Alemao. Diventerà la monetina più celebre della storia del calcio, visto che il Giudice Sportivo, per il trauma riportato dal centrocampista brasiliano, concederà il 2-0 a tavolino al Napoli (la gara era terminata 0-0). Al Bologna il Milan si salva grazie ad un macroscopico errore arbitrale, ma in Italia scoppia il caos tra interrogazioni parlamentari, inchieste e una stucchevole guerra Nord-Sud, che vede sulle barricate oltre a stampa e tifosi, soprattutto i presidenti Ferlaino e Berlusconi.
Si arriva così alla 32° giornata con le due squadre a pari punti. Il Napoli a Bologna fa tre gol in un quarto d’ora e passeggia (alla fine sarà 4-2); il Milan risponde a Verona col gol di Simone, ma nei minuti finali viene rimontato dall’Hellas. A 90 minuti minuti dalla fine c’è il controsorpasso: azzurri avanti di due punti. In città già scoppia la festa, dove viene fuori tutta l’ironia partenopea, sancita sette giorni dopo, dalla zuccata vincente di Baroni contro la Lazio: è il 29 aprile 1990. Venti anni, quanto è lontano e quanto è vicino l’ultimo scudetto della storia azzurra. Emozionante, beffardo e soprendente: uno scudetto tutto napoletano. (Andrea Terracciano)
Napoli: Giuliani, Ferrara, Francini, Crippa, Alemao, Baroni (66' Fusi), Corradini, De Napoli (85' Mauro), Careca, Maradona, Carnevale. A disp.: Di Fusco, Bigliardi, Zola. All. Bigon.
 
Lazio: Fiori, Bergodi, Sergio, Pin G., Gregucci (71' Soldà), Piscedda, Bertoni, F. Marchegiani, Amarildo (59' Troglio), Sclosa, Sosa. A disp. Orsi, Beruatto, Monti. All. Materazzi.
 
Marcatori: 7' Baroni.
Note: Ammoniti: 53' Bergodi; 76' Marchegiani.


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Wednesday, April 20, 2011

Serie A 1999 2000 Lazio Reggina

34ª Giornata
14 May 2000
Stadio Olimpico,
Roma

Attendance 65 000
Referee: Sig. Borriello 

The Decisive
Scudetto game


Lazio: Ballotta, Pancaro (54' Sensini), Negro, Couto, Favalli, Nedved, Simeone, Veron, Mancini (74' Conceição), S.Inzaghi (65' Almeyda), Salas. A disposizione: Concetti, Lombardo, Stankovic, Ravanelli. Allenatore: Eriksson.
Reggina: Taibi, Oshadogan, Stovini, Giacchetta (51' Possanzini), Cirillo, Brevi, Baronio (59' Vargas), Morabito, Cozza (46' Pirlo), Bogdani, Kallon. A disposizione: Belardi, Foglio, Bernini, Reggi. Allenatore: Colomba.
Goals: 33' Inzaghi (rig), 37' Veron (rig), 59' Simeone.

 Juventus's hopes of winning their 26th Scudetto were washed away at the Renato Curi stadium after a nail biting finale. Juventus were limited to long range shots by Perugia, who set out their stall defensively and were difficult to break down. The danger man in the first half of this game was Alessandro Del Piero, who with his slalom runs had exposed Perugia's defence at times and Juventus came close on 20 minutes when Pippo Inzaghi shot wide of Andrea Mazzantini's goal. A free kick on 21 minutes by Del Piero and a shot just wide of the post from Zinedine Zidane on 40 minutes, were the best chances Juve had in a frustrating half. Juventus were occasionally put under pressure, but with 17 clean sheets this season and only 19 goals against, Perugia seemed lost for ideas.
Heavy rain delayed the start of the second half by over an hour, but within 5 minutes a poor defensive clearance by Juve's captain Antonio Conte, saw the ball fall to the feet of Alessandro Calori, who struck it with the outside of the right foot and past Edwin Van der Sar. The condition of the pitch left Juve trying to play the long ball forward, but with a lack of imagination in their play and on set pieces Juve were rapidly running out of time. Carlo Ancelotti brought on Darko Kovacevic and Gianluca Zambrotta, who was subsequently red carded by referee Pierluigi Collina for two bookable offensives, Juan Eduardo Esnaider was the last throw of the dice and the last 12 minutes saw Juve camped in Perugia's half, but they couldn't break Perugia's defence.
With 5 minutes of injury time to play Pippo Inzaghi missed a golden opportunity to draw the game level and give Juve a chance of a play-off game against Lazio, who by beating Reggina in Rome by 3-0 have won the Scudetto for the second time, the first coming in 1974.
Having failed to give Lazio a helping hand to land the title last season, Perugia made up for it this time around by 'gifting' the title to the Roman side. Eriksson's men played magnificently and swept aside a Reggina side already assured of another season in the top-flight next year. In the 33rd minute Simone Inzaghi converted a penalty won by Giuseppe Pancaro and Veron doubled the lead four minutes later with another spot-kick. Simeone crowned a tremendous end to the season in the 28th minute of the 2nd half by netting the third and final goal. Favors from Perugia aside, it has to be said that Lazio this season have thoroughly deserved their second title. S. S. Lazio, thanks to the likes of Cragnotti, Sven Goran Eriksson, Mancini and Veron, are the new Italian champions. It therefore goes without saying: well done Lazio!
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Campionato 1984 1985 Lazio Hellas Verona

12ª giornata
16 Dicembre 1984
Stadio Olimpico, Roma 
Arbitro Pieri i Genova, 
36664 Publico

 Dès la première journée du championnat, Vérone se porte en tête. A la douzieme, elle y était encore. 

L'un des principaux adversaires de Vérone, l'Inter, s'ingéniait, avec la complicité d'une presse italienne toujours aussi avide de sensationnel, à déstabiliser un édifice paraissant jusqu'alors inébranlable. En révélant avoir contacté Fanna et Marangon, deux éléments importants de l'équipe arrivant en fin de contrat. Le coach Bagnqli, fort de la perspective d'un calendrier favorable, ne se laissait pas troubler pour autant ; «Si nous ne sommes pas champions cette année, c'est vraiment que nous ne le mériterons pas. » 

Les joueurs, eux aussi, s'efforçaient de demeurer calmes malgré la pression. Au lendemain de leur défaite à domicile devant Torino, ils acceptaient même de poser pour Alain de Martignac en brandissant une bannière portant prématurément la mention « Vérone champion 1985». Une manière d'affirmer leur optimisme et de couper l'herbe sous le pied de tous ceux qui les tannent avec une question revenant comme un leitmotiv : « Vérone tiendra-t-il jusqu'au bout ? Sera-t-il champion ? »
Lazio: Orsi. Vianello, Podavini, Calisti. Batista. Filisetti (83' Garlini), D'Amico,
Torrisi, Giordano B. Laudrup, Storgato (56' Dell'Anno); (12° Cacciatori, 15° Spinozzi, 16° Marini Giancarlo)  Ail.: Lorenzo.                                                     t
Verona: Garella, Volpati, Marangon I,  Tricella. Fontolan I (87' Marangon II). Sacchetti, Fanna, Bruni, Galderisi. Di Gennaro, Turchetta (71'  Donà); (12° Spuri), 15° Terracciano, 16° Larsen-Elkjaer) All.: Bagnoli.



Goal 60' aut. Podavini
Classifica - Verona 20; Torino 18; Inter and Sampdoria 17; Roma 14; Milan 13; Atalanta, Fiorentina and Juventus 12; Avellino and Como 10; Lazio  and Napoli 9; Udinese 8; Ascoli 7; Cremonese 4.

Second Half 40mnts
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